Crea sito

Elezioni politiche 2018. Un commento sui risultati

Domenica si sono svolte le tanto attese elezioni politiche, che hanno dato il via alla XVIII legislatura. O, per usare le parole del leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, alla “terza repubblica”. Sono state le prime elezioni che si sono svolte con il Rosatellum bis, la legge elettorale che ha sostituito l’Italicum e che è stata promulgata il 3 novembre 2017. L’esito è stato alquanto confuso: nessuna delle coalizioni ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi, i famosi 316 seggi alla Camera dei Deputati e 158 seggi del Senato. L’unico dato significativo che emerge è il trionfo del Movimento 5 Stelle, che, ottenendo il 32,68% delle preferenze alla Camera e un risultato similare al Senato, si attesta come miglior partito. E la maggioranza relativa del Centrodestra, che ottiene all’incirca il 37% delle preferenze in entrambe le camere, all’interno della quale la Lega di Salvini ottiene il maggior consenso. Altro dato significativo è il totale tonfo della Sinistra, che dal referendum del 4 dicembre 2016 è profondamente precipitato.

Inoltre, i risultati dei collegi uninominali previsti dal Rosatellum ci mostrano come il Paese si sia diviso in due: al Nord ad avere la meglio è stato il Centrodestra (con qualche rara eccezione di qualche collegio ottenuto dal M5S), mentre il Sud è stato quasi totalmente conquistato dal movimento di Beppe Grillo. Evidentemente, il Nord ha maggiormente apprezzato la flat tax proposta da Berlusconi e dal Centrodestra, mentre il Mezzogiorno ha posto maggiore auspicio nel reddito di cittadinanza grillino.

“Ieri pomeriggio ho incontrato Matteo Salvini – ha twittato Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia – e, nel complimentarmi con lui, ho confermato che con questo risultato le forze del centro destra potranno rafforzare la coalizione che dovrà ottenere il mandato per governare l’Italia e far ripartire il nostro Paese”. Un semplicissimo “Grazie”, invece, è il commento che Matteo Salvini, leader della Lega, affida ad un tweet.

“Siamo i vincitori assoluti di queste elezioni – scrive sul blog del Movimento il leader Luigi Di Maio –. E quindi, prima di tutto, un grande grazie ai circa 11 milioni di italiani che ci hanno votato onorandoci con la loro fiducia. È veramente un onore poter ricevere un tale consenso, come prima forza politica del Paese con un vantaggio enorme sulla seconda”. “Noi sentiamo questa grande responsabilità – continua Di Maio – perché sentiamo finalmente che si possono realizzare quelle cose che gli italiani aspettano da 30 anni. E sono fiducioso, perché sono sicuro che il Presidente della Repubblica saprà guidare questo momento con autorevolezza e sensibilità, come ha sempre fatto”. “Oggi per noi inizia la Terza Repubblica. E la Terza sarà finalmente la Repubblica dei cittadini italiani”, scrive infine il leader grillino.

Camera dei Deputati

Il Movimento ha ottenuto 221 seggi (di cui 88 dai collegi uninominali).

Il Centrodestra ha ottenuto 260 seggi (di cui 109 dai collegi uninominali). La Lega di Salvini ha conquistasto 73 seggi, Forza Italia di Berlusconi 59 seggi, e Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni 19 seggi. Noi con l’Italia – UDC, invece, non ha ottenuto nessun seggio, poiché non ha superato lo sbarramento del 3%.

Il Centrosinistra si è  fermato a 112 seggi (di cui 24 dai collegi uninominali). Il Partito Democratico ha tenuto per sé 86 seggi, mentre 2 seggi sono stati ottenuti da Svt-Patt. Nessun seggio per le altre liste della coalizione.

Flop per Liberi e Uguali, il movimento fondato da Pietro Grasso e dai “fuoriusciti” del PD, che si è fermato a soli 4 seggi.

Senato

Il Movimento 5 Stelle ottiene 112 seggi (di cui 44 dai collegi uninominali).

Il Centrodestra ne ottiene 135 (58 dai collegi uninominali). La Lega anche qui è capolista, con 37 seggi. Forza Italia segue con 33 seggi, mentre Fratelli d’Italia ne ottiene 7. Anche qui Noi con l’Italia è escluso.

Il Centrosinistra fallisce anche in Senato, fermandosi a soli 57 seggi (13 dai collegi uninominali), di cui 43 del PD e solo uno da Svt-Patt.

Solo 4 seggi in Senato per Liberi e Uguali.

Possiamo facilmente osservare che né alla Camera dei Deputati né al Senato figura una coalizione che raggiunga la maggioranza assoluta dei seggi: 316 alla Camera e 158 al Senato.

In entrambi i casi possiamo facilmente notare che è il Centrodestra ad avvicinarsi di più al magic numbre (con 260 seggi su 316 alla Camera e 136 seggi su 158 al Senato), ma anche che è il Movimento 5 Stelle il gruppo parlamentare ad avvicinarvisi di più (221/316 alla Camera e 112/158 al Senato). Occorrerebbe un’alleanza dall’uno o dall’altro fronte, ma alla luce delle dichiarazioni rilasciate dai leader dei vari partiti ciò appare alquanto difficile. La Lega, infatti, nel caso di un’alleanza con i 5 Stelle (che darebbe la possibilità di una maggioranza assoluta) finirebbe per passare da capolista della coalizione di destra a “fanalino di coda” dei 5 stelli. E in ogni caso è stato proprio Salvini, così come i suoi colleghi Meloni e Berlusconi, a dichiarare l’intenzione di voler salire compatti al Quirinale. Anche un’alleanza tra 5 Stelle e Sinistra appare anacronistica: Renzi ha dichiarato di volersi dimettere dalla segreteria del partito e ha assicurato la sua volontà di fare opposizione.

Quella che si è venuta a creare, insomma, è una situazione molto intricata, che solo una certosina analisi del Presidente della Repubblica potrà dirimere. I cittadini, che si sono recati alle urne attestando una partecipazione di oltre il 70%, hanno espresso le loro volontà. Ora il destino dell’Italia è in mano a Mattarella. Il nostro augurio è che, “terza repubblica o no”, questa Nazione possa tornare ad avere quel minimo di vivibilità che basta per evitare che i giovani laureati fuggano per evitare la disoccupazione, che gli anziani vivano in condizione di povertà e che l’impresa non prenda il volo soffocata dalle infinite tasse.