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Franco Barchitta è il nuovo sindaco di Scordia

È passato un anno dal luglio 2016, quando il sindaco Franco Tambone subì l’approvazione della mozione di sfiducia da parte del consiglio comunale. Già durante la sua legislatura (ma anche quelle prima di lui), Scordia era vittima di uno stato di completo abbandono: sporca, con le strade distrutte e senza acqua nei rubinetti. Dal luglio 2016 al giugno 2017 il nulla, se non un’insignificante presenza commissariale, durante la quale trovavo il paese sempre peggio tutte le volte che tornavo a casa da Roma: le strade che sembrano reduci di un bombardamento e l’albero di Natale più brutto della storia ne sono una prova.

Questa notte Scordia ha potuto finalmente riavere il suo sindaco. In verità se ne erano presentati ben 8, che sono stati scremati a 2 al primo turno: Franco Barchitta, sostenuto dalle liste civiche “Barchitta sindaco” e “Sempre Scordia”, e Maria Contarino, una dei pochi superstiti pentastellati al primo turno (soltanto 2 eletti e 9 al ballottaggio su 1009 comuni al voto). Ad avere la meglio, anche se con una percentuale di affluenza che non ha superato il 50%, è stato Franco Barchitta, che ha ottenuto il 53,7% dei voti, contro il 46,3% di Maria Contarino. Scaduti al primo turno, invece, Enzo Gueli (liste civiche “Scordia bene comune” e “Progetto civico”), Francesco Leonardi (“Scordia 2.0”, “Uniti X Scordia” e “Cultura calatina”), Enzo Di Benedetto (“Forza Italia”, “Noi cittadini per Scordia” e “Unione PDR”), Salvatore Agnello (“Fare bene per Scordia”), Maria Germanà (“Scordia può”) e Josè D’amico (“Partito Democratico”). Questa notte, perciò, si è conclusa una tornata elettorale fatta di confusione con i voti disgiunti, di promesse elettorali che bisogna vedere se saranno rispettate, di soddisfazioni per qualcuno e delusioni per molti altri. Ma soprattutto la gioia di Barchitta che dopo una serie quasi infinita di sconfitte ha finalmente coronato il suo sogno di ricoprire la poltrona di primo cittadino a Scordia, presentanto per primo, fra l’altro, la sua candidatura a questa sfida elettorale.

La speranza, senza entrare nel merito della persona eletta e a prescindere dalla fazione politica a cui appartiene, è che possa essere la volta buona per ridare a Scordia i servizi essenziali che fino ad ora sono mancati (quasi) del tutto. Che sia la volta buona che torni l’acqua nelle case, che la spazzatura sia smaltita bene, che la villa comunale sia curata, che le strade siano lisce, che il verde pubblico sia curato… Non servono per ora effetti speciali per Scordia: occorre trovare il modo di porre fine a una situazione insostenibile, in cui a mancare sono proprio quei servizi che dovrebbero essere indispensabili per una società occidentale evoluta e civilizzata. Al vincitore non facciamo i complimenti, ma gli auguriamo di essere la persona giusta per risollevare la città da un baratro altrimenti inesorabile.