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Museo Egizio a Catania. Quando la Sicilia avanza… gli altri la ostacolano!

È di qualche giorno fa la bella notizia che il sindaco di Catania, Enzo Bianco, così criticato per la sua cattiva amministrazione del capoluogo etneo, ha offerto alla direzione del Museo Egizio di Torino la possibilità di creare una sede distaccata del prestigioso museo torinese proprio a Catania, nell’ex convento dei crociferi. La proposta, nata dalla mancanza di spazi per l’esposizione dei 17mila reperti custoditi in deposito dall’istituto piemontese, era stata ben accolta dalla direzione del museo: “La proposta ci piace molto e l’abbiamo già accennata al ministro Dario Franceschini”, afferma la presidente Evelina Christillin, che precisa: “Nel caso si arrivasse a un accordo, i costi di allestimento sarebbero a carico dell’amministrazione catanese e occorrerà il via libera della Sovrintendenza piemontese, responsabile della collezione in comodato trentennale alla fondazione dell’Egizio, per concedere in uso alla sede catanese una parte importante dei reperti”.
“Affidabilità, efficienza ed un’ottima programmazione sono capacità che ormai ci riconoscono. Sarà non solo un esperimento entusiasmante, ma pure una straordinaria ed avvincente scommessa che giocheremo in armonia con tutta la città!” sono le parole con l’assessore Orazio Licandro esprime il suo entusiasmo su facebook.
Insomma, è un progetto davvero ambizioso per la bellissima città etnea, che potrebbe contribuire ad aumentarne il prestigio culturale e turistico e che andrebbe ad accrescere la già ricca quantità di bellezze artistiche ed archeologiche di cui Catania, come un po’ tutta la Sicilia, certamente non difetta.
Ma, come sempre, torna in gioco la secolare faida Nord-Sud. E quando la Sicilia propone qualcosa di interessante, bello e prestigioso, ecco che viene immediatamente fermata. Riceve i bastoni fra le ruote da chi consapevolmente vuole che la Sicilia, così come tutto il Mezzogiorno, resti indietro e non faccia quel salto di qualità che potrebbe portarla ad essere la “terra più bella del mondo”. Da chi usa la Sicilia come una colonia, e solo per sfruttarne le ricchezze geografiche e la posizione strategica alla porta del Mediterraneo. Da chi la ritiene utile solo per accogliere i migranti.
“Se i reperti del Museo Egizio di Torino verranno trasferiti a Catania scenderemo in piazza per impedirlo”. Queste le parole di Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord nel consiglio comunale di Torino. “Se fosse confermata – spiega – oltre che farci arrabbiare ci vedrà scendere in piazza. Non è possibile che il sindaco Piero Fassino, tanto vanitoso del suo successo nel turismo, possa permettere una tale rapina”.
L’idea di fondo è di creare una vetrina, un raccordo siciliano della collezione torinese che però garantisca il “brand” dell’Egizio, sia dal punto di vista della gestione sia dello stile. “In ogni caso – ribadisce la Christillin – si è trattato sinora di due soli incontri preliminari: gli aspetti procedurali, organizzativi, scientifici e finanziari sono ancora da esaminare nel dettaglio”. Un museo in Sicilia, ma con lo stesso marchio del Museo Egizio di Torino, uno dei maggiori e più visitati al mondo. Torino sarebbe comunque protagonista.
Allora non si capisce la motivazione di tanta protesta, ma il leghista Ricca ribadisce: “Invece di costringere l’Egizio a decentrare l’esposizione ci si attivi immediatamente affinché si trovi lo spazio per esporre i reperti ora custoditi nei depositi”. E conclude: “Se così non sarà ci sdraieremo davanti alle porte del museo per impedire il trasferimento”. Sarà forse mosso da un improvviso attacco di gelosia e patrottismo?
Noi intanto speriamo che questo progetto, tanto bello e prestigioso, per ridare lustro ad una realtà “bella e martoriata” come purtroppo è Catania.