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Papa Francesco e il Patriarca Kirill: un incontro storico

Il 12 febbraio è stato un giorno in cui si è scritta una nuova pagina di storia. All’inizio del suo viaggio apostolico in Messico, infatti, il Santo Padre Francesco, in transito da Cuba. ha incontrato il patriarca ortodosso di Mosca Kirill. La Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa sono separate dal grande scisma del 1054, quando Costantinopoli si separò da Roma. Da allora, non vi fu mai un incontro fra le due grandi chiese cristiane. Piccoli segni di avvicinamento vi erano stati già con Paolo VI e Benedetto XVI, rispettivamente nel 1964 e nel 2006, quando i due hanno incontrato il Patriarca di Costantinopoli. Tuttavia, l’incontro tra Francesco e Kirill è passato alla storia poiché egli è stato il primo ad incontrare un Patriarca di Russia, la maggiore comunità ortodossa con 150 milioni di fedeli divisi in 293 diocesi.

Dopo l’abbraccio in un ambiente dell’aeroporto dell’Avana, durante il quale il Pontefice ha esordito con un gioioso “Finalmente!”, i due capi delle maggiori Chiese cristiane hanno avuto un lungo colloquio. “Abbiamo parlato come fratelli, abbiamo lo stesso battesimo, siamo vescovi. Abbiamo parlato delle nostre Chiese e ci siamo trovati d’accordo nel fatto che l’unità si costruisce camminando – dice Francesco, e continua -, abbiamo parlato chiaramente, senza mezze parole, e vi confesso che ho sentito la consolazione dello Spirito per questo dialogo. Sono venute fuori una serie di iniziative che credo siano fattibili e si potranno realizzare”. “Le nostre due Chiese possono lavorare insieme attivamente – continua Kirill -, difendendo il cristianesimo in tutto il mondo e affinché non ci sia più la guerra, affinché ovunque la vita umana sia rispettata e perché si rafforzino le fondamenta della morale della famiglia”.

Infine, alla presenza delle autorità politiche cubane nella persona del presidente Raùl Castro, Francesco e Kirill hanno firmato una dichiarazione congiunta sullo stato delle due Chiese. Nel documento, firmato a Cuba, “all’incrocio tra Nord e Sud, tra Est e Ovest” e “lontano dalle antiche contese del Vecchio Mondo“, i due capi religiosi osservano la comunanza di molti dei cardini delle due confessioni, in particolare nel culto dei santi. Deplorando la perdità dell’unità, auspicano che il loro incontro possa essere il primo tassello per quell’unità “voluta da Dio”. Quindi cominciano ad illustrare e a prendere una comune posizione sui mali del mondo: la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente, il terrorismo di Siria e Iraq, il mancato rispetto della libertà religiosa, la povertà, lo scisma ucraino. Inoltre, Francesco e Kirill si sono soffermati sulla famiglia, “centro naturale della vita umana e della società”, dicendosi preoccupati per la sua crisi in molti paesi. Dichiarano con forza che esso “si fonda sul matrimonio, atto libero e fedele di amore di un uomo e di una donna. È l’amore che sigilla la loro unione ed insegna loro ad accogliersi reciprocamente come dono” e si dicono rammaricati poiché le altre forme di unione sono poste sullo stesso piano del matrimonio santificato dalla tradizione biblica. Infine, uno sguardo particolare l’hanno rivolto ai bambini, ai quali sempre più spesso è impedito di venire al mondo. Ciò diventa un invito da parte del Papa e del Patriarca a “ricordare l’immutabilità dei principi morali cristiani, basati sul rispetto della dignità dell’uomo chiamato alla vita, secondo il disegno del Creatore”.

Uno storico incontro pieno di contenuti sociali e spirituali quello di Cuba. Speriamo che davvero possa essere lo start per un processo di riavvicinamento fra le due più importanti Chiese cristiane, quella Cattolica romana e quella Ortodossa orientale.