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Sanremo 2019. Le pagelle dei big della terza serata

Siamo giunti alla terza serata del Festival di Sanremo, per la seconda volta diretto da Claudio Baglioni, con Claudio Bisio e Virginia Raffaele al suo fianco per la conduzione. Mercoledì si sono esibiti i primi 12 big in gara; ieri i rimanenti 12. Ed è su di questi che, anche oggi, esprimerò il mio modestissimo parere, valutando per ciascuno il testo, il brano nel suo complesso e la qualità dell’esibizione sul palcoscenico dell’Ariston.


1. MAHMOOD – Soldi

Testo: 6
Brano: 6
Esibizione: 7

Sebbene con un testo non banale, la canzone non mi ha convinto molto. Ma la resa finale all’Ariston è decisamente buona.

 

2. ENRICO NIGIOTTI – Nonno Hollywood

Testo: 8
Brano: 7
Esibizione: 8

Una lettera, praticamente, al nonno scomparso protagonista di una Livorno che non c’è più, che è riuscita a portare sul palco un buon mix di grinta e dolcezza.

3. ANNA TATANGELO – Le nostre anime di notte

Testo: 7
Brano: 7
Esibizione: 7

Un buon testo e una buona musica, ma, seppure la Tatangelo sia un mio vecchio amore di infanzia, questo suo ritorno al Festival non mi ha suscitato particolari emozioni. Nulla di speciale, insomma.

4. ULTIMO – I tuoi particolari

Testo: 8
Brano: 8
Esibizione: 8

Canzone perfetta per lo stile un po’ melanconico del vincitore del settore giovani dell’anno scorso. Un testo struggente, ma che rimane in testa, per un riuscito brano “melodicamente rap”, portato sul palco con un pathos eccezionale.

5. FRANCESCO RENGA – Aspetto che torni

Testo: 7
Brano: 7
Esibizione: 8

Un testo bello, che dice di quanto nella nostra vita alcune persone siano come l’ossigeno, e una canzone non troppo ardita ma molto orecchiabile. La sua presenza all’Ariston, però, si è certamente sentita.

6. IRAMA – La ragazza con il cuore di latta

Testo: 8
Brano: 7
Esibizione: 8

Fresco di Amici, protagonista della scorsa estate col tormentone “Schiena”, si presenta a Sanremo con un brano intenso, eseguito con una grinta eccezionale, segno di una evidente crescita e maturazione del cantante.

7. PATTY PRAVO E BRIGA – Un po’ come la vita

Testo: 7
Brano: 6
Esibizione: 6

Una canzone bellina, con un testo che invita ad osare nella vita. Ed è audace, in effetti, la scelta dello scambio generazionale di Briga e la Pravo, anche se forse è troppo azzardato. L’accoppiata mi convince poco.

8. SIMONE CRISTICCHI – Abbi cura di me

Testo: 8
Brano: 8
Esibizione: 8

“Abbi cura di me”, perché ognuno di noi ha bisogno dell’altro. Un testo che è un’esaltazione della solidarietà universale. Un brano che diventa una battaglia sociale, sul solco dello stile dell’autore, portato all’Ariston sobriamente, ma con un’eleganza impeccabile. Molto bene!

9. BOOMDABASH – Per un milione

Testo: 7
Brano: 7
Esibizione: 7

Un reggaeton che esalta l’amore essenziale, che non considera i beni materiali: “non c’è niente che vorrei più di te, nemmeno per un milione”. Un bel testo con un ritmo frizzante, che ha decisamente coinvolto il pubblico dell’Ariston.

10. MOTTA – Dov’è l’Italia

Testo: 8
Brano: 6
Esibizione: 7

Un testo sicuramente valido e profondamente legato all’attualità, ma accompagnato purtroppo da un’armonia che non lo valorizza come merita. Ma l’esibizione sul palcoscenico di Sanremo, comunque, non è stata affatto male: movimentata al punto giusto.

11. THE ZEN CIRCUS – L’amore è una dittatura

Testo: 7
Brano: 6
Esibizione: 6

Testo profondamente sociale, sul solco del cantautorato italiano degli anni Settanta. Ma il brano è poco orecchiabile e l’esibizione a Sanremo non convince molto.

12. NINO D’ANGELO E LIVIO CORI – Un’altra luce

Testo: 7
Brano: 6
Esibizione: 7

Interessante il testo che fonde armonicamente insieme napoletano e italiano, e intensa l’esecuzione all’Ariston, in cui i due hanno quasi recitato il brano come fosse un melodramma. La canzone, nel suo complesso, però non mi piace molto.