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Sanremo 2019. Le pagelle della serata dei duetti

Quarta serata del Festival della Canzone Italiana di Sanremo a guida Baglioni. È la serata tradizionalmente dedicata ai duetti. I 24 big in gara si sono esibiti, infatti, insieme ad altri artisti: attori, cantanti, gruppi musicali, che ci hanno permesso di riascoltare le canzoni con altre soronità e in una maniera alternativa. Anche oggi mi permetto di assegnare a ciascuno il mio parere personale, valutando oggi quanto è azzeccato il duetto e l’esito finale dell’esibizione.


1. FEDERICA CARTA E SHADE – Senza farlo apposta – con Cristina D’Avena

Duetto: 8
Esibizione: 7

Un duetto sicuramente azzeccato, con la voce di Cristina D’avena, in una veste insolita per lei, che si lega perfettamente con la linea melodica di Federica Carta e che crea maggior contrasto con il rap di Shade, per una resa forse non troppo coinvolgente, ma sicuramente buona.

2. MOTTA – Dov’è l’Italia – con Nada

Duetto: 7
Esibizione: 7

La voce di Nada ben si amalgama a quella di Motta, rendendo un po’ più coinvolgente il brano rispetto all’esibizione da solista. All’Ariston, comunque, la resa è stata decisamente buona.

 

3. IRAMA – La ragazza con il cuore di latta – con Noemi 

Duetto: 8
Esibizione: 8

La grinta già mostrata nell’esibizione da solista è stata decisamente rafforzata da una “tigre” dalla voce graffiante come Noemi, che senza dubbio ha valorizzato anche la resa del brano sul palcoscenico dell’Ariston. 

 

4. PATTY PRAVO E BRIGA – Un po’ come la vita – con Giovanni Caccamo

Duetto: 7
Esibizione: 7

Con l’inedita introduzione di Briga accompagnata al pianoforte da Caccamo e Patty Pravo che arriva solamente dopo, l’esibizione di stasera è decisamente migliore rispetto alle altre volte. E la voce del siciliano ben si addice al brano, ma l’accoppiata Pravo-Briga continua a convincermi poco.

5. NEGRITA – I ragazzi stanno bene – con Enrico Ruggeri e Roy Paci

Duetto: 8
Esibizione: 7

Il timbro “rockettaro” del milanese Enrico Ruggeri e la tromba del siciliano Roy Paci hanno senz’altro confermato la validità di un’esibizione che ci aveva convinto già le prime volte.

 

6. IL VOLO – Musica che resta – con Alessandro Quarta

Duetto: 9
Esibizione: 7

L’introduzione col violino di Alessandro Quarta è stata una scelta sobria ma elegantissima, insolita ma azzeccata, del trio. Un contrasto tra il classico del violino e le sonorità rock del brano, che ha conferito alla performance una resa decisamente migliore rispetto alle esibizione in cui i tre ragazzi sono stati da soli. 

7. ARISA – Mi sento bene – con Tony Hadley e i Kataklò

Duetto: 9
Esibizione: 8

Le coreografie dei Kataklò, unite ai movimenti sobri ma eleganti di Arisa e alla voce di Tony Hadley, hanno reso ancor più coinvolgente il brano che è già di per sé un’ondata di allegria. 

 

8. MAHMOOD – Soldi – con Guè Pequeno

Duetto: 7
Esibizione: 7

La scelta di Guè Pequeno è sicuramente adatta alle sonorità trap del brano, ma la canzone, sebbene la resa sul palco sia buona, continua a non convincermi. 

 

9. GHEMON – Rose viola – con Diodato e i Calibro 35

Duetto: 8
Esibizione: 7

La voce di Diodato e le sonorità del Calibro 35 danno un valore aggiunto al brano, che questa sera è risultato probabilmente migliore rispetto alle precedenti esibizioni.

 

10. FRANCESCO RENGA – Aspetto che torni – con Bungaro, Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel

Duetto: 9
Esibizione: 8

Le coreografie dell’étoile Eleonora Abbagnato e Friedmann Vogel hanno reso sicuramente più suggestivo il brano già bello di Renga, peraltro rafforzato ancor di più dalla voce di Bungaro.

 

11. ULTIMO – I tuoi particolari – con Fabrizio Moro

Duetto: 9
Esibizione: 9

Un duetto tutto romano “de San Basilio” senz’altro azzeccato. Ultimo al pianoforte per un brano reso ancor più forte ed appassionato dalla voce tenebrosa di Moro, che ha anche accompagnato alla chitarra.

 

12. NEK – Mi farò trovare pronto – con Neri Marcorè

Duetto: 8
Esibizione: 8

Le riflessioni sull’amore tratte dalle opere di Borges e declamate da Neri Marcorè, si sono ben unite all’impronta rock del brano di Nek, e hanno reso l’esibizione sicuramente più suggestiva rispetto alle scorse esibizioni. Un’esibizione originale, che mi è piaciuta.

 

13. BOOMDABASH – Per un milione – con Rocco Hunt e i Musici Cantori di Milano

Duetto: 7
Esibizione: 7

L’energia partenopea di Rocco Hunt avrebbe dovuto senz’altro dare ritmo al sound reggaeton dei Boomdabash. E ho trovato bella anche la scelta di unire la candida voce dei Piccoli Cantori di Milano. L’insieme, che rimane comunque buono, personalmente non mi convince particolarmente. De gustibus…

14. ZEN CIRCUS – L’amore è una dittatura – con Brunori Sas

Duetto: 7
Esibizione: 8

La presenza di Brunori Sas ha reso più energico e e movimentato il brano, e l’esibizione di questa sera mi ha convinto molto di più rispetto alle precedenti.

 

15. PAOLA TURCI – L’ultimo ostacolo – con Beppe Fiorello

Duetto: 8
Esibizione: 7

Un attore, ma che canta anche molto bene. Scelta azzeccata per la Turci, che questa sera mi ha convinto decisamente di più.

 

16. ANNA TATANGELO – Le nostre anime di notte – con Syria

Duetto: 7
Esibizione: 7

Il duetto con la voce meravigliosa di Syria ha sicuramente dato vigore ad un brano che, seppur bellino, a primo impatto non mi ha suscitato particolari sensazioni. L’accoppiata, quindi, si può dire essere riuscita.

 

17. EX-OTAGO – Solo una canzone – con Jack Savoretti

Duetto: 8
Esibizione: 8

Non hanno deluso neanche stasera gli Ex-Otago, che hanno portato a Sanremo un brano al quale si amalgamano molto bene i virtuosismi in inglese di Jack Savoretti, in un’esibizione che si è conclusa con l’immancabile abbraccio, questa volta non con una ragazza del pubblico ma tra i due cantanti.

18. ENRICO NIGIOTTI – Nonno Hollywood – con Paolo Jannacci e Massimo Ottone

Duetto: 8
Esibizione: 9

La dolcezza del brano di Nigiotti, con le note al piano di Paolo Jannacci e i disegni sulla sabbia di Massimo Ottone. Ricetta peretta per una performance emozionante.

 

19. LOREDANA BERTÈ – Cosa ti aspetti da me – con Irene Grandi

Duetto: 9
Esibizione: 9

La grinta di Irene Grandi ha decisamente confermato la forza di un brano potente che, già dalla prima volta, aveva conquistato l’Ariston, per un’esibizione strepitosa! 

 

20. DANIELE SILVESTRI – Argento vivo – con Manuel Agnelli e Rancore

Duetto: 8
Esibizione: 8

La presenza scenica sul palco di Sanremo, con i soliti banchi di scuola, è assolutamente travolgente. Il mix, poi, del rap di Rancore e della durezza, quasi metal, del frontman degli Afterhours, rendono l’esibizione notevole, una bomba di energia.  

 

21. EINAR – Parole nuove – con Biondo e Sergio Sylvestre

Duetto: 7
Esibizione: 7

Il timbro profondo di Sergio Sylvestre, ha decisamente rafforzato la voce di Einar. Il trap di Biondo ha invece contribuito a rendere variegato il brano. Il trio, tutto targato Amici, funziona.

 

22. SIMONE CRISTICCHI – Abbi cura di me – con Ermal Meta

Duetto: 8
Esibizione: 9

Ottima la scelta di Ermal Meta: la voce del cantante italo-albanese, infatti, si lega in maniera armoniosa a quella di Cristicchi e rende ancora più suggestivo e melodico un brano che già parte bene, per una performance che conferma decisamente la sua intensità.

 

23. NINO D’ANGELO E LIVIO CORI – Un’altra luce – con i Sottotono

Duetto: 6
Esibizione: 7

Anche questa sera il brano è stato interpretato come in un melodramma, ma l’accoppiata continua a non convincermi e forse nemmeno la presenza degli ospiti ha valorizzato di molto l’esibizione.

 

24. ACHILLE LAURO – Rolls royce – con Morgan

Duetto: 8
Esibizione: 8

Il brano continua a non piacermi, ma la presenza di Morgan, che si alterna tra il microfono, la chitarra e il pianoforte, si sente decisamente. Una scelta geniale che ha reso in maniera eccezionale sul palco dell’Ariston.