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Tangenti e favori nella sanità lombarda. E poi si dice che la mafia è solo al Sud…!

Quattro mesi fa l’arresto del vicepresidente della Regione, Mario Mantovani. Adesso un nuovo scandalo nel settore della sanità si abbatte sulla Regione Lombardia. Tra i 21 arrestati, anche Fabio Rizzi, braccio destro del governatore Roberto Maroni, di cui il governatore lombardo si è detto più volte fiero. La causa riguarda tangenti e favori, attraverso i quali l’imprenditrice Maria Paola Canegrati di Odontoquality, anch’essa indagata, si sarebbe aggiudicata appalti per 400 milioni di euro, ottenendo una sorta di monopolio per le cure dentali negli ospedali lombardi.
Tutto ciò ha favorito la sanità privata, che tuttavia offriva servizi scadenti con parcelle da paura. Infinite liste di attesa e ticket esosissimi facevano sì che tutte le visite odontoiatriche andassero a finire nelle tasche dell’imprenditrice indagata. Meccanismi illustrati chiarissimamente dalla Canegrati, intercettata dagli investigatori.
La vicenda ha provocato non poca agitazione all’interno del partito verde, ma anche negli altri partiti di opposizione, PD, Patto Civico e M5S, che chiedono a Maroni di dimettersi, avendo già pronta la mozione di sfiducia. In serata Rizzi è stato espulso dalla Lega Nord da parte del segretario Matteo Salvini, che lo ha fatto “per il bene suo, della verità, della Lega e dei cittadini della Lombardia” poiché “chi sbaglia davvero, non merita la Lega”. Il governatore Maroni, infine: “Sono incazzato. La Regione sarà parte civile”.
Meccanismi subdoli che troppo spesso vengono stereotipicamente imputati al Sud. Eppure sono successi al Nord, a Milano, nella capitale morale d’Italia! Allora smettiamola di eguagliare il Mezzogiorno alla mafia: la mafia è dove c’è interesse economico, ovunque, da Trento a Lampedusa.